News del sito Associazione culturale La Tofa https://www.latofa.it/news.php Rss delle notizie Associazione culturale La Tofa it-it Carte a Parte C i l i e g i e A sipario chiuso la voce rintrona nello spazio ancora deserto del palcoscenico, canzone di siciliano dialetto che canta la tragedia che avverr. Il colore di questo romanzo popolare sar il rosso vermiglio su gote di donna amata tra le tinte forti di passione rusticana, detta qui Cavalleria. E Pasqua, qualcuno canta, in chiesa non vai, siamo in piena primavera, profumo di ciliegie saffaccia agli olfatti ancora rossi di tempi umidi, pennellate di variet di rossi nelle ceste al mercato,strati forti di rossetto su turgide bocche, camicette aperte su colline rosa che si congiungono per segnalare un solco profondo dove palpita un cuore. Ciliegi rosa cantava la Signora della canzone negli anni cinquanta, dallAmerica Latina i lampi dorati dellorchestra di Perez Prado riempivano le sale da ballo, il mambo infuriava come vento nuovo, si veleggiava verso un mare che ci conduceva alle sponde del miracolo economico, come si diceva, un fervore riempiva tasche e violentava paesaggi con palazzi che si contorcevano togliendo luce L dove cera verde ed ora c una citt. Le ciliegie rotolavano sulla tovaglia bianca come memorie di Cezanne, o di Guttuso, erano i tempi in cui questo artista albergava nella Villa del Vento, come Clotilde Marghieri chiamava la sua dimora, una sponda nel verde e rosso vesuviano che accoglieva firme importanti, i Grandi Ospiti, come intitol Angioletti un suo prezioso libro, aveva una l un rifugio, una casetta bianca che aveva fatto costruire a ridosso del palazzotto della signora Clotilde: il preside Gennaro di Cristo non riusc a porre una lapide in memoria di questa presenza illustre, ad Angioletti fu intitolata una scuola trentanni fa sorta in quei luoghi ameni ravvisati e amati, dove vado e trovo ancora rispetto e amore, tra amicizie e moine di fanciulli. La Signora che negli anni trenta aveva lasciato parte del suo terreno per fare largo allautostrada decise di andarsene, le sue stanze divennero sede di una industria di corredi elettrici, sorse qualche capannone di ferro. La casetta di Giovanni Battista Angioletti rimasta in mezzo a questo paesaggio, a ricordare questo nostro trascurato paradiso, dimora che appare attonita, ferma nella memoria nostra e nelle smemoratezze di chi dovrebbe avere civile cura di quella terra e di un emblema di cultura, dove transitarono personaggi illustri della letteratura, della musica e dellarte: l, come sospesa, una nuvola che si attarda, indecisa (...) Ciro Adrian Ciavolino Il resto dellarticolo sul numero 252 del giornale, in edicola dal 4 giugno. https://www.latofa.it/dettaglio_news.php?id=103 2017-06-14 Gigi De Luca racconta \"I bastardi di Pizzofalcone\" Dopo la partecipazione a Ibastardi di Pizzofalcone Lincontro con Gigi De Luca Proprio allindomani della sua brillante interpretazione nella fiction andata in onda Luned scorso su Rai 1 I bastardi di Pizzofalcone ispirato ai libri dello scrittore napoletano Maurizio de Giovanni, il cordialissimo incontro nella sede della Pro Loco di Torre del Greco con lattore torrese Gigi De Luca. LAttore, sollecitato dallamico di una vita, Antonio Altiero, il presidente onorario della Pro Loco, ha risposto subito allinvito e senza preamboli e traversie, alle undici stava con tanti di noi alla sede della Pro Loco. Intorno ad un tavolo e davanti ad un vassoio di pastorelle, circondato da tanti soci dellAssociazione, convenuti alloccasione per omaggiare il nostro benemerito concittadino, Gigi De Luca ha ripercorso per brevi tratti la sua quasi cinquantennale carriera artistica, non si sottratto a qualche domanda suggerita dalla curiosit dei presenti (...) Il resto dellarticolo disponibile sul numero 244 del giornale, in edicola dall11 febbraio 2017. https://www.latofa.it/dettaglio_news.php?id=102 2017-02-13 Editoriale 243 Papocchi Ma chiste mi tira a rinte e mane, dicevano i nostri genitori dopo una nostra bricconata. Ebbene cos mi vien da scrivere ancora una volta nel rivedere, seppur al computer, i mostri terribili che come incubi ritornano in modo insistente a passarmi sotto il naso. Questa volta ci ha pensato una collega giornalista torrese, che ha postato in sette otto gruppi di facebook un pezzo dedicato al creator di mostri torrese e al suo orribile presepe con figure a grandezza naturale esposte nel Duomo di Napoli. Una brava giornalista non deve necessariamente capire di arte ma basta anche un occhio poco avvezzo alla bellezza per capire che leccezionale presepe presentato come evento artistico - culturale di grande portata, la solita colossale pessima bubbazza ad opera dello stesso autore che ha disseminato per la nostra citt altri simili papocchi. Stavolta dobbiamo ringraziare il Cardinale Sepe (anche lui riprodotto in pessimo modo nel citato presepe) che, ospitando nella sua importante dimora talecapolavoro, ha evitato che fosse piazzato da qualche parte nella nostra Citt. Mi limito a fare solo alcune osservazioni sfuggite alla collega, sicuramente in modo casuale, su alcuni aspetti di questo presepe. La figura di San Gennaro presentata nellarticolo come figura centrale di grande impatto culturale ed artistico; ebbene la scultura in esame presenta solo un volto modellato in modo pessimo e deforme ed corredata da un vestito impupazzato con qualche lenzuolo tirato fuori dal corredo di famiglia, uno scialletto da banco dei cinesi (areta a piazzetta) ed ha dei guanti bianchi alle mani, modello corte francese del 17 secolo, il Santo come si sa vissuto nel 300 DC: pi che unoperazione culturale un pugno allo stomaco e al buon gusto. Un San Gennaro cos non si era mai visto in tutta la sua iconografia, ma nemmeno in 7 tutta la storia universale dei Santi se nera visto qualcuno raffigurato con guanti da damerino. Poi ci lagniamo che questanno San Gennaro non ha fatto il Miracolo. La realt che allautore, come si vede nei mostri precedenti (vedi Don Raffaele Scauda in Piazza del Buon Consiglio o il Cristo Salvatore sul molo di Ponente) le mani proprio non le sa sagomare, come tutto il resto daltronde; allora quale miglior soluzione se non quella di prendere qualche manichino di plastica e rivestirlo col corredo della nonna. E avanti cosal prossimo incubo. Angelo Di Ruocco Leditoriale anchedisponibile sul numero 243deLa tfa, in edicola dal 28 gennaio 2017 https://www.latofa.it/dettaglio_news.php?id=101 2017-02-02 A lenga turrese Spruloquianno Mo te ceco nuocchio Nicola tene sotto allocchie il mondo intero e quando ha miso lluocchie ncuollo a ccoccheruno, se mette cumme a na cecalacerta, na cecavoccola e ne sparla e vvmmeca pure lluocchie e cos a noi non resta che dirgli: alluocchie tuoie! A completare a quatriglia per il tressette arriva cu lluocchi abbufanuti Vicienzo ca tene rui occhi i voio spurgenti e, per giunta, nuocchio fauzo e nato papalino ed io mi fido poco. Pe gghionta i ruotolo pure occhiosicco e ogni volta che parla, o te ratti o na disgrazia. Mo tene nuocchio giallo pa nzuarcha che ha pigliato e nuocchio niro pe nu punio ra mugliera. Quanno sincazza fa lluocchio i pazzo ed meglio togliersi di torno e llev i pprete a nanze cecato. A st cu cierta ggente; ah! lluocchie i pteme! Ce verimmo nata vota. Salvatore Argenziano https://www.latofa.it/dettaglio_news.php?id=100 2016-10-26 Elogio del rammendo di Ciro Adrian Ciavolino Un quadro con la donna che cuce, come quelo di Silvestro Lega, tanto per fare un nome tra migliaia di pittori che si sono cimentati sul tema. Come il pi famoso, di Gioacchino Toma, Luisa Sanfelice in carcere, la nobildonna implicata nella Rivoluzione Napoletana, soggetto che piaceva molto e in pi copie, con leggere varianti, ripetuto. Ingannava il tempo cucendo o ricamando. I pittori ci hanno campato con le donne intente al rammendo. Io le ricordo le donne che cucivano qualcosa, che rammendavano ad arte uno strappo, una piega scucita. Si salvava sempre un panno, un abito. Erano belle a vedersi giovinette e anziane insieme, contornate da gerani nei vasi di terracotta sulle terrazze al sole di primavera e autunno, oppure nella fascia dombra alla stagione estiva, e dinverno intorno a un braciere di rame, o una bacinella con dentro muniglia che ardeva sotto un manto di cenere. Talune intente al lavoro di lana ai ferri, o alluncinetto, o al ricamo. Si raccontavano storie, vicende familiari, malizie, memorie, antichi amori (...) Il resto del racconto sul numero 236 de La Tofa, in edicola dal 15 ottobre 2016 https://www.latofa.it/dettaglio_news.php?id=99 2016-10-19 La nascita della canzone napoletana La nascita della canzone napoletana tra leggenda e storia di Pierino Vitiello Si narra che la Sirena Partenope, indispettita e amareggiata per non essere riuscita a fermare il ritorno di Ulisse ad Itaca, in preda ad un irrefrenabile delirio, incominci a vagare, inebetita, per i mari. Giunta di fronte alla collina di Posillipo, rimase estasiata da tanta bellezza paesaggistica, tanto da decidere di voler morire in quelle acque accarezzate da un sole lucente e blandite da una luna ruffiana, fedele paraninfa degli innamorati. Si adagi sullo Scoglio di Megaride (dove oggi sorge il Castel dellOvo) e tra carezzevoli nenie popolari, si diede la morte. Laltra leggenda riguarda Castel dellOvo. Tra i napoletani dellepoca si era sparsa la voce che il poeta Virgilio aveva nascosto un uovo in un buco segretissimo del Castello e che lo stesso sarebbe crollato non appena una persona fosse riuscita a individuarne il nascondiglio. E una leggenda, siamo daccordo, ma anche una stronzata pazzesca. Ma come si fa a ridurre uno dei pi grandi poeti della latinit a un volgare ciarlatano? Le origini Lo scrittore Giuseppe Marotta afferm che ogni napoletano nasce sotto il segno di una canzone, mentre lo storico Vittorio Paliotti sosteneva, nella sua Storia della Canzone Napoletana che la canzone nacque quando allombra del Vesuvio fu emesso il primo vagito. Ma mettiamo da parte ipotesi fantasiose e suggestive e adottiamo lilluminato studio di Sebastiano di Massa che, prima di parlare di canzone fa una netta distinzione tra canto popolare , canto popolaresco e canzone napoletana dautore intendendo per canto popolare quello che nasce spontaneo dal popolo per il popolo, mentre il canto popolaresco creato da un autore per il popolo (...) Il resto dellarticolo disponibile anche sul numero 234deLa tfa, in edicola dal 16 settembre2016 https://www.latofa.it/dettaglio_news.php?id=98 2016-09-26 Capodimonte salotto “en plein air” della musica classica Musica alla Reggia. Quella di Capodimonte, che per tutto il mese di luglio ha ospitato la rassegna musicale eseguita dallorchestra del Conservatorio di San Pietro a Majella di Napoli. Un ciclo di manifestazioni estive nate grazie alla volont congiunta del direttore del museo Sylvain Bellenger ed Elsa Evangelista, direttore del Conservatorio. Una sinergia che ha dato vita a quattro appuntamenti che si sono conclusi domenica scorsa attraverso un affascinante viaggio in un ricco repertorio della musica classica. Dalle arie da camera alla canzone napoletana di autori come Bellini, Tosti, Mercadante, Donizetti e Denza, riproposti al pubblico dal soprano Clarissa Costanzo e dal basso Mariano Buccino, accompagnati dal pianoforte di Antonio Maione. Protagonista indiscussa della rassegna, la citt di Napoli. Per il suo legame con i vari compositori eseguiti, da Mozart a Paisiello di cui, tra laltro, ricorre il bicentenario dalla morte avvenuta in terra partenopea,ma anche per la cornice incantevole che ha fatto da sfondo a queste sonore sere destate. Lultima, non a caso, intitolata Partonope in salotto. Un salotto en plein air, immerso nel verde del bosco di Capodimonte. Un verde protetto dagli occhi vigili delle guardie ecozoofile della Citt Metropolitana di Napoli coordinate dallA.N.P.A.N.A. OEPA, associazione che si propone come obiettivo quello di proteggere e tutelare animali, natura e ambiente grazie allapporto prezioso di una squadra di volontari attivi su tutto il territorio nazionale. Grazie a loro, gli spazi verdi sono stati la platea perfetta per un pubblico che ha potuto apprezzare appieno musica, Reggia e panorama mozzafiato sulla citt. In armonia tra arte e natura, come il simbolo stesso della manifestazione: un clarinetto che si trasforma in albero. Metamorfosi che , piuttosto, connubioimprescindibile di intramontabile bellezza. Simona Mariarosaria Quirino https://www.latofa.it/dettaglio_news.php?id=97 2016-08-04 IL TRAMONTO DELLA LUNA 2016 di Simona Mariarosaria Quirino Grande successo per la seconda edizione de Il tramonto della luna, concerto organizzato dallaPro Locodi Torre del Greco a Villa delle Ginestre, lo scorso 25 luglio. Protagonista di questanno, la musica popolare del gruppo Etnica Ditirambo e la fisarmonica di Sas Piedepalumbo, due eccellenze del panorama musicale di Torre del Greco la cui fama, per, ne ha oramai oltrepassato i confini. I Ditirambo sono diventati una presenza costante nel mondo della musicafolkinternazionale e Sas Piedepalumbo ha collaborato con le voci italiane pi famose, da Lina Sastri a Gino Paoli. Il loro omaggio alla citt un susseguirsi di musica, prosa e poesia, che celebrano la tradizione, Leopardi e la Villa, dimora letteraria di antiche origini. Come narra la Duchessa di Andria in Storia di una Casa di Campagna, letta da battesimo della serata, questa piccola casa posta alle falde del Vesuvio stata edificata sulla fine del Seicento, molto prima delsoggiorno del poeta di Recanati. Di una bellezza mozzafiato, nonostante la pioggia del pomeriggio, stata la cornice perfetta di una notte allinsegna della musica. Una musica che fa del dialetto la sua lingua madre, come spiega in apertura Nicola Di Lecce,leaderdei Ditirambo che ha curato la scelta dei brani e dei testi. Dai racconti che descrivono usi e costumi della tradizione, come il momento della vendemmia o i riti della notte di San Giovanni, aiversi tratti dalla produzione letteraria Leopardiana, letti da Annamaria Ottaiano e Simona Quirino, le voci femminili che hanno affiancato Di Lecce nella narrazione. Si va avanti a passi di pizzica e tammurriata, nera erapcon omaggio ai 99Posse, per poi passare allimmancabile tarantella diCicerenella, intonata nelle pi allegre feste di famiglia del passato. La famiglia indubbia protagonista della serata perch sempre presente tra musica e parole. Quelle pi distanti, che ha Leopardi nelle lettere al padre e alla madre lette durante il concerto, o quelle che fanno ad eco ai figli di Eduardo De Filippo, che scrive a Luca la poesia Si te parlo, intonata dalle splendidi voci di Rosy Ascione e Angela Camilleri. Parole che diventano dolci in Taggio aspettato,meraviglioso brano composto da Nicola Di Lecce, che assieme una dichiarazione damore e di libert verso i figli. Al limite della commozione, si inseriscono i passi di danza di Pamela Carrano e Nancy Cancelliere, seguiti dalla fisarmonica di Sas Piedepalumbo, che suona due assolo che incantano la platea generosa di applausi emozionati. La libert ritorna sotto forma di Argento Vivo, canzone che sprizza energia dallinizio alla fine, come lintero concerto, che si chiude con Riturnella, canto popolare di origini calabresi che innalza la rondine a simbolo di autodeterminazione. A sorpresa, prima dei saluti, Angelo Di Ruocco, Direttore Editoriale del giornale La Tofa nonch Presidente della Pro Loco di Torre del Greco, responsabile organizzativo dellevento, chiede di intonare il Canto della Madonna di Montevergine, per onorare la memoria di Menecone, figura mitica che accompagnava ogni anno i fedeli in pellegrinaggio da Torre del Greco e che allietava con il suo cantotanti luoghi e cortili di queste campagne vesuviane. Allanno che vneturnamm a ven, diceva, ed con lo stesso augurio che si conclude ledizione 2016 de Il tramonto della luna. Con la certezza che quella stessa luna tramonti nei versi. Con la speranza che resti per tutti alta nel cielo. Sempre complice, nonostante le piogge. https://www.latofa.it/dettaglio_news.php?id=96 2016-07-29 La trombetta di Clotilde Marghieri Caro Luigino per mezzo di tua figlia Antonietta ti mando un regalo che per me vale.. milioni e che sono sicura far piacere anche a te. E la trombetta con la quale mia madre chiamava, a Torre, noi bambini quando ci allontanavamo nella terra, e poi le serviva per chiamare Andrea e i figli e forse anche ..voi. Ti prego di tenerla cara per tuo ricordo e mio e la lascerai ai tuoi figlie nipoti perch la conservino in memoria di chi ha tanto amato la nostra Torre. Non un regalo di valore materiale, ma umano e di ricordi, e sono sicuro che il tuo animo lo apprezzer. E cos la campagna vostra di Torre ascolter di nuovo la trombetta della Signora Giulia, abbracci a voi tutti. Clotilde Marghieri Con questa lettera autografa, la scrittrice e giornalista Clotilde Marghieri, prima di lasciare la sua amata casa di Torre, fa dono al suo colono pi amato, Luigino Orassi (...) Angelo Di Ruocco Il resto dellarticolo disponibile sul numero232deLa tfa, in edicola dal 16luglio2016 https://www.latofa.it/dettaglio_news.php?id=95 2016-07-19 La compagnia di Donna Peppa in scena con la Commedia di Di Maio a Villa Prota Bruno Piccoli Miracoli Lo scorso fine settimana, dentro la suggestiva Villa Prota Bruno che congiunge via Nazionale alla rotonda di Viale Europa a Torre del Greco, la compagnia del Teatro di Donna Peppa di Antonello Aprea ha messo in scena E asciute pazzo o parrucchiano, una delle pi divertenti commedie a firma del grande Gaetano Di Maio, capitanata negli anni Settanta dallindimenticabile Luisa Conte. Davanti a quella che era un tempo la cappella di questa villa settecentesca, Antonello Aprea indossa le vesti di don Sandro, parroco impegnato a risolvere le vicende intricate degli abitanti di Pietrascura, un piccolo paese contadino dove credenze popolari e mistiche, superstizioni e religione fanno da padrone. Aiutato da Donna Rosa, la divertente perpetua interpretata dalla bravissima Teresa Di Rosa, il parroco cerca di sciogliere i vari nodi della matassa della sua comunit che, per, partono tutti dalle vicende della baronessa e della sua famiglia. In particolare, la commedia ruota attorno allamore tra suo figlio Andrea e una piccola maestrina che, rimasta orfana di genitori, diventa la pupilla di Donna Rosa. Dalla loro relazione nasce un figlio illegittimo che la baronessa si ostina a non riconoscere. Da qui prendono piede fatti e misfatti che don Sandro prova a risolvere appellandosi a una fede aiutata da qualche piccolo miracolo inventato. Ai limiti tra il sacro e profano, verit e menzogna, il discutibile metodo di del parrucchiano si riveler alla fine lunico capace di mantenere lordine e la pace tra i suoi abitanti. In alternativa, la follia (...) Simona Mariarosaria Quirino Il resto dellarticolo disponibile sul numero231deLa tfa, in edicola dal 2 luglio2016 https://www.latofa.it/dettaglio_news.php?id=94 2016-07-05 Carte a Parte: “Abbascio \'O sangue spierzo” di Ciro Adrian Ciavolino La nostra una citt di sorprese se lasci il centro urbano e vai per periferie. La citt composita, mare e campagna insieme. Il mare ha le sue sponde, si sa, la campagna no. La nostra citt pu essere di campagna ripartita in due fasce. Una a ridosso del Vesuvio ed unaltra a sud di quella che chiamiamo Via Nazionale, sulle carte Statale 18,Tirreno Inferiore. E quaggi la campagna si presenta ammantandosi di azzurro marino, in un miscuglio vago, come di essenze di profumi leggeri e soavi. E soave il percorso nel silenzio qui dove una strada, ora stirata di asfalto, si chiama Via Carbolillo, forse per casato antico di proprietari di terre in questi luoghi. C una antica graziosa chiesa, tipicamente rurale ma di medie proporzioni rispetto a tante altre piccole cappelle campestri. E dedicata al Preziosissimo Sangue che i torresi chiamano, con fiorita lingua nostra abbascio o sangue spierzo. La pala daltare rappresenta Ges Crocifisso, unopera pittorica di buona fattura fine Ottocento. Parrocchia dal 1940, alcune lapidi riportano la data di fondazione, 1907. Quella sulla chiesa ricorda il primo dei fondatori, e in latino; altra riporta il concorso di altre persone. A memoria di questi una pi nuova lapide, apposta al muro di un vano fuori il sagrato. Ne ricorda i nomi, tutti: Aniellantonio Mennella, Carmine Faraone Mennella, Alessio Borriello, Vincenzo Marrazzo e Francesco Borriello. In questa si legge affinch il popolo avesse un luogo ove celebrare lEucarestia domenicale, memore e riconoscente dedica, 1997. Laspetto della Chiesa severo eppur leggero, con un campanile a cuspide che ricorda quelli romanici del pieno medievo. Linterno con una abside ripartita da eleganti fregi ricorda vagamente lepoca liberty. Parroco giovane, don Salvatore Accardo, 37 anni. Ordinato sacerdote nel 2004 qui dal 2009, viene da Trecase, le atmosfere dei profili della sua citt di origine li ritrova in questa quiete oasi di antichi fasti agricoli, dove i campi onoravano la Campania Felix, in parte abbandonati per migrazioni verso altri paesi e altri lavori (...) Il resto dellarticolo disponibile sul numero230deLa tfa, in edicola dal 18giugno2016 https://www.latofa.it/dettaglio_news.php?id=93 2016-06-29 Le tracce dell\'eruzione del 1794 Lantico chiostro delle Teresiane dellImmacolata Concezione di Giuseppe Maddaloni Una data impressa nella memoria dei torresi: 15 giugno 1794. Una notte che rappresenta un tristissimo spartiacque nella storia di Torre del Greco. Un cataclisma naturale, una domenica fatale, uneruzione, paradossalmente una delle meno violente della storia eruttiva del Vesuvio, che per Torre del Greco rappresent, invece, una vera catastrofe. La citt, raggiunta da un flusso lavico, vomitato da alcune bocche apertesi lungo lo scosceso del Vesuvio appena sopra labitato torrese, in poche ore fu sepolta, quasi per intero, da un ammasso igneo infuocato alto diversi metri. E le strade della citt sono piena di memorie storiche indelebili che raccontano ancora, come un libro aperto da pi di duecento anni, quelle fatidiche ore in cui Torre del Greco rest preda del tanto amato Vesuvio. I mille dislivelli, gli scoscesi, le pendenze, il campanile di Santa Croce semisepolto, gli affioramenti lavici alla base dei palazzi rappresentano tracce indelebili di quel passaggio distruttivo che plasm radicalmente la citt antica nella Torre del Greco che oggi tutti conosciamo. I resti dellantico monastero dellImmacolata Concezione, sconosciuti alla maggioranza dei torresi, rappresentano una testimonianza straordinaria, legata alla distruzione del 1794, che merita di essere conosciuta. Lambito dalla lava, distrutto solo in parte, il monastero delle Teresiane di Torre del Greco consacrato nel 1706, esiste ancora. Basta saperlo riconoscere, leggere la storia, larchitettura e individuarlo inglobato nella cortina edilizia odierna. La lava, infatti, proveniente da nord non distrusse la struttura ma lavvolse come in un abbraccio infuocato, stravolgendone il contesto urbano e rendendolo inagibile. Lantica chiesa, poi ribattezzata San Michele Arcangelo e Santissimo Sacramento, fu raggiunta dalla lava: fermatasi alla porta procedette il suo percorso accerchiando la struttura, distruggendo tre bracci del chiostro e innalzando il livello della strada. Una scena impressa nella poco nota gouache di Alessandro DAnna oggi al museo di Budapest (...) Il resto dellarticolo disponibile sul numero230deLa tfa, in edicola dal 18giugno2016 https://www.latofa.it/dettaglio_news.php?id=92 2016-06-26 LEOPARDI IERI, OGGI E.. Talenti ieri, talenti oggi. Grande successo lo scorso 5 giugno per il concerto nel teatro della Chiesa del Buon Consiglio di Torre del Greco. Galeotto fu quel palco per i sei musicisti di Leopardi che a distanza di tanti anni sono tornati a suonare assieme. Stesso posto, stessa musica, ma anche qualcosa in pi. Lesperienza. Quella che trasforma un dilettante in un professionista. Quella che li ha resi grandi senza che neanche se ne accorgessero. Quella che li ha temprati con un sottofondo dolce. A cominciare dalla chitarra. La classica di Aniello Iovino, Pasquale Accardo e Peppe Brancaccio, che hanno aperto la serata a tre. Da La Piemontesina a Tic tic, tic ta hanno suonato tutto dun fiato, tirando il respiro fino alla prima standing ovation del pubblico, da subito affamato di bis. Dalla musica classica a quella leggera di Enzo Pistilli, che ha regalato agli spettatori un caleidoscopio di emozioni. Accompagnandosi alle tastiere, ha cantato Tenco, Antonacci e Carosone. Commozione, allegria e danze, dalla platea fino a dietro le quinte, mentre la scaletta si allungava con piacevoli furori programma. Uno stato quello dellamico Pierino Izzo che ha intonato due brani di Little Tony. Il suo cuore diventato davvero matto quando ha visto suo figlio in platea, accorso a sua insaputa da Sabaudia per la serata. Il fuori programma, forse, glielo ha fatto pi lui. Unaltra esibizione a sorpresa stata quella di Aniello Iovino che ha suonato un Modugno meno conosciuto, ma non meno magnetico. Ancora sulle note dellamico Peppe Brancaccio stata, poi, la volta della voce di Natalino Ruocco. Splendido in regia come sulla scena, ritornato con uninaspettata Carmela di Sergio Bruni, tra un pezzo e laltro di Enzo Saluzzo, che ha accompagnato i suoi brani con le corde della chitarra classica alternate a quelle della pi moderna chitarra elettrica. Sintesi perfetta tra passato e presente. Sintesi perfetta della serata (...) Simona Mariarosaria Quirino Il resto dellarticolo disponibile sul numero230deLa tfa, in edicola dal 18giugno2016 https://www.latofa.it/dettaglio_news.php?id=91 2016-06-23 Lezioni sprecate Le magistrali lezioni che il Prof. Sgarbi ha tenuto in un recente passato nella nostra citt, non solo sullo straordinario patrimonio artistico italiano ma sulla bellezza ed il buon gusto in generale, sono state seguite da tantissime persone ed anche da un nutrito gruppo di esponenti della nostra amministrazione civica, e, purtroppo, non hanno sortito effetti positivi n tantomeno influenzato le pubbliche scelte in materie di decoro urbano, armonia e bellezza architettonica. La nostra citt piena di esempi esteticamente tuttaltro che rivolti al bello, frutto di scelte scellerate affidate alla creazione e alle ideazioni di progettisti e artisti, o presunti tali, amici degli amici, senza il vaglio da parte di persone con adeguata educazione visiva, competenze e sensibilit riconosciute. Basta guardare alcuni mamozi di bronzo di una bruttezza avvilente che aspiravano ad abbellire alcune nostre piazze, qualche timida fontana o qualche panchina in pietra lavica massiccia, che ci rimanda allarchitettura dellex blocco sovietico. Ultimo pugno allo stomaco lascensore in costruzione affianco alla scala della villa comunale con annesso tunnel per malintenzionati, un traliccio di acciaio sconvolgente, senza nessuna valenza stilistica e tantomeno architettonica, una pernacchia in faccia ai cittadini, che saggiamente nessuno mai user (...) Angelo Di Ruocco Il resto dellarticolo disponibile sul numero230deLa tfa, in edicola dal 18giugno2016 https://www.latofa.it/dettaglio_news.php?id=90 2016-06-22 Gli altari di Giuseppe D\'Istria Gli altari di Giuseppe DIstria di Giuseppe Maddaloni vero, i rigattieri possono riservare sorprese inaspettate. Un microcosmo strano, a tratti surreale, dove si ritrovano accatastati oggetti di ogni dove, materie e tempo. In una bottega delle pulci, allocchio attento del visitatore, tra il marasma della mercanzia non difficile imbattersi in un bel dipinto, un oggetto curioso, una scultura, un cimelio antico o un semplice ricordo dei nonni. E cos successo a un nostro amico che qualche settimana fa, inaspettatamente, ha ritrovato in un noto rigattiere di via XX Settembre a Torre del Greco due dipinti firmati da Giuseppe DIstria. Qualche telefonata, un rincorrersi di voci, e dopo appena tre giorni, senza indugio, i dipinti erano gi stati prudentemente acquisiti dalla Pro Loco di Torre del Greco. Una scelta non azzardata, in linea con le finalit dellassociazione legata al territorio e alla sua memoria storica. La Pro Loco si cos assicurata due opere legate alla memorabile Festa dei Quattro Altari. Due bozzetti a firma di Giuseppe DIstria, semplici cartoni dipinti, incorniciati grossolanamente e riportanti sul retro interessantissime annotazioni: alcuni ritagli di giornale sulledizione della festa, foto del bozzetto, brevi descrizioni dellopera. Pezzi unici, straordinariamente cari a noi torresi, testimoni della festa per antonomasia, ormai scomparsa, legata alla solennit del Corpus Domini celebrata a Torre del Greco in maniera solennissima da tempo memorabile. Lautore dei bozzetti Giuseppe DIstria, ricordato soprattutto per le sue interpretazioni filodrammatiche, lavor in una piccola azienda torrese che produceva carta da parati (...) Il resto dellarticolo disponibile sul numero229deLa tfa, in edicola dal 4 giugno2016 https://www.latofa.it/dettaglio_news.php?id=89 2016-06-12 Carte a Parte - Calembour mon amour Carte a Parte Calembour mon amour E tempo dei cambi di stagione, come si dice al momento dei solstizi e degli equinozi, ci avvertono come riorganizzare i nostri cassetti. Col tempo sempre incerto le stagioni si inanellano luna dentro laltra, una catena di atmosfere; allora il cambio non mai definitivo e ci riserviamo alternative perch ogni giornata pu riservare sorprese. Questo mancino incipit, sotto due titoli espressi da giochi di parole, un omaggio ai francesi che ne furono maestri, se non i primi inventori, come la loro lingua fluida pu permettere. Ecco allora qualche postilla tecnica per salvarmi, appellandomi alla comprensione degli sparuti lettori di questa pagina. Che dirvi, pi forte di me. I calembour,qualche linguista non vuole una esse per il plurale. Ho trascorso le mie migliori ore alla tv col professore Cutolo,con il simpatico professore Gian Luigi Beccaria alla trasmissione Parola mia di Luciano Rispoli. E tempo meridiano alla radio con Arbore e Boncompagni per alto Gradimento. Marcello Marchesi, fine umorista, ne avrebbe fatto uno stile di vita, con i calembour, dico. Ma, come dicono anche i buoni oratorie conferenzieri con fare accattivante stimolando attenzione e curiosit, e cercando di scuotere qualche spettatore che comincia gi a capuzziare, facciamo un passo indietro, ma indietro assai, ai Concerti di prosa di Giancarlo Sbragia ed Enrico Maria Salerno.Citando Mogol e Battisti ora mi chiedo, strusciandomi in memorie sonore dei Giardini di marzo, che giorno che anno . Non importa ricordare. Oppure s (..) Il resto del racconto di Ciro Adrian Ciavolino suLa tfan.229, in edicoladal 4 giugno 2016. https://www.latofa.it/dettaglio_news.php?id=87 2016-06-08 Carte a parte di Ciro Adrian Ciavolino Un famoso quadro di Giovanni Segantini (1858 - 1889) si intitola Le due madri. Pittore di sentimenti e civilt contadina la sua vita fu intensa ma breve. Lopera ambientata in una stalla dove c una mucca e una donna seduta con un bambino tra le braccia. Mi piace questo titolo e pubblico qui linizio e le fine di un mio elzeviro pubblicato su La tofa anni fa, in una rubrica intitolata Lettere a una Signora. Cos perch una nobildonna torrese, da Napoli, attenta lettrice della mia rubrica Conchiglie, generosa di lodi, scrisse al giornale raccontando una memoria di me ragazzo. Scorgendomi spesso passare ncoppauardia dalla sua finestra, abitavamo entrambi da quelle parti, Lei pi grande di et, almeno ventanni di differenza. Il pezzo intero nel mio libro intitolato per questo motivo Conchiglie per una Signora, come mi sugger Pietro Gargano, giornalista de Il Mattino. A quello scritto era apposto un esergo, come quasi sempre ho fatto, citando una canzone di Murolo e Tagliaferri O cunto e Mariarosa, nel testo si trover questo riferimento. Il titolo del pezzo era Capelli. Allinizio e alla fine avevo scritto di mia madre e mia moglie, due madri, quindi. Mia madre era morta il 29 maggio del 1990, aveva 96 anni, mia moglie il 14 maggio del 2004 non ancora settantenne. Mi viene di usare il titolo del quadro di Segantini, citando questo per me triste mese. Le due madri, di maggio Gentile Signora, quando Murolo con Tagliaferri, che qui viveva, scrisse questa meravigliosa canzone, era il millenovecentotrentadue. E una data a me familiare, non dico perch, per mia piccola vanit. Me la perdoni, mi pu intendere, ma poi si capir. Comera mia madre nel millenovecentotrentadue, aveva ancora capelli biondi? O imbiancavano gi. E le sciolsero quella treccia che le donne arrotolavano dietro la testa, quando partor per la dodicesima volta? Non glielo chiedo perch Lei, Signora,possa saperlo, lo chiedo a me. Aveva trentotto anni, e aveva vissuto amore daprile se il suo dodicesimo figlio gli nacque in un freddo gennaio di quellanno, il millenovecentotrentadue (...) Il resto del racconto disponibile sul numero 228deLa tfa, in edicola dal 21maggio2016 https://www.latofa.it/dettaglio_news.php?id=86 2016-06-01 PRIMA GIORNATA NAZIONALE SULLA SALUTE DELLA DONNA di Simona Mariarosaria Quirino Dibattito tra democratiche torresi e Asl Napoli 3 Sud I consigli del mondo medico e gli impegni della politica Si svolta marted 26 aprile la Prima Giornata Nazionale sulla salute della donna, inaugurata dalle democratiche di Torre del Greco che nella sede del PD locale hanno dato vita a un dibattito sul tema, coinvolgendo esponenti dellAsl di Napoli 3 Sud e le autorit politiche cittadine e regionali. In particolare, si discusso delle nuove frontiere della medicina di genere e del diabete, una malattia che colpisce anche le donne in gravidanza e alla cui prevenzione stata dedicata la giornata del 29 aprile a Villa delle Terrazze nel parco Bottazzi, dove stato possibile effettuare screening gratuiti. Tra i responsabili delliniziativa, presente al convegno la dottoressa Tommasina Sorrentino che sottolinea, tra laltro, limportanza di uno stile di vita sano per la prevenzione del diabete attraverso unadeguata alimentazione e una moderata attivit sportiva. Ai consigli dal mondo medico, fanno da eco gli impegni della politica. Paola Mazza, Vicesegretario del PD torrese, e Clelia Gorga, Consigliere Comunale del PD, affermano limportanza del fare rete per tutelare la salute delle donne, anche di quelle meno scolarizzate. Dove c una donna che sta bene, c una famiglia e una societ che stanno bene - sostiene Loredana Raia, Consigliera Regionale del PD e delegata per le Pari Opportunit (...) Il resto dellarticolo disponibile sul numero227deLa tfa, in edicola dal 7 maggio 2016 https://www.latofa.it/dettaglio_news.php?id=85 2016-05-09 Donne e Corallo La Pro Loco omaggia con una conferenza ed un premio le donne del Cammeo e del Corallo a Torre del Greco Venerd 15 aprile scorso, si tenuta al Circolo Nautico di Torre del Greco la conferenza organizzata dalla Pro Loco di Torre del Greco sulla figura della donna nellarte del Cammeo e del Corallo. Donna come fonte di ispirazione, lavoratrice e veicolo di diffusione nella moda di questarte torrese - come afferma Giuseppe Maddaloni, moderatore dellevento e coadiutore della interessante relazione storica sul tema svolto dalla Prof.ssa Caterina Ascione, storica del Corallo e Art Designer della ditta Ascione Coralli. La prima fabbrica per la lavorazione dei cammei in corallo e su conchiglia ha visto la luce nel 1805 con Paolo Bartolomeo Martin, venuto a Torre del Greco da Marsiglia - spiega la professoressa Ascione , lobiettivo era introdurre unattivit redditizia che provvedesse al sostentamento delle mogli a casa mentre i mariti erano lontani per la pesca dei coralli in mare. E cos stato. Non solo a Torre, ma in tutto il Regno di Napoli, tanto che Carolina Bonaparte, compagna dellallora re Gioacchino Murat, divenne la protettrice della fabbrica di Martin. Una corallara di adozione che ha rafforzato la memoria delle corallare autoctone, impegnate nelle fabbriche a lavorare per sostenere le famiglie, ma anche di quelle che alla famiglia ci rinunciavano per dedicarsi anima e corpo ad insegnare questarte alle allieve pi piccole. Una memoria al femminile che attraversa anche i vicoli della citt e che immortala le bucatrici di corallo negli scatti romantici di antiche foto su Torre del Greco, alcune di queste passate in rassegna durante il dibattito. Romantica anche la storia di Teresa Raiola, vedova Coscia, una delle prime donne manager torresi. Rimasta vedova appena trentenne, infatti, con cinque figli e uno in grembo, prese in mano le redini dellimpresa fondata dal marito Vincenzo per la lavorazione e il commercio del corallo, dei cammei e delle perle, facendone una delle maggiori attivit del settore nel mercato internazionale, tuttora fiore allocchiello della realt economica cittadina. A lei va il primo premio che la Pro Loco ha deciso di conferire ogni anno a una donna nellambito delle iniziative locali nei giorni di primavera dedicati alla riflessione sulluniverso femminile - secondo quanto dichiara il suo Presidente Angelo Di Ruocco (...) Il resto dellarticolo disponibile sul numero 226deLa tfa, in edicola dal 23 aprile2016 https://www.latofa.it/dettaglio_news.php?id=84 2016-04-27 I miracoli del Web Due inedite foto dellantico Ospedale degli Incurabili di Torre del Greco di Giuseppe Maddaloni Ormai cosa risaputa, la forza del Web incalcolabile. Internet ha rivoluzionato tutto: le nostre vite, il lavoro, leconomia. un vero e proprio mondo parallelo capace di catalizzare centinaia di migliaia di informazioni tra le pi disparate. Una vera ressa incondizionata, a volte difficile da navigare, che spesso riserva sorprese inaspettate anche per cultori e studiosi di storia locale. E cos proprio dal Web, in un sito per collezionisti, sono apparse, in maniera del tutto casuale, due inedite immagini che ritraggono lantico Ospedale degli incurabili di Torre del Greco con le sue strutture adiacenti. Foto eccezionali, uniche, mai vista prima, dal grande valore documentale. Lospedale, infatti, com noto, fu distrutto durante il bombardamento anglo americano del 13 settembre 1943. Degli edifici non rimase che un cumulo di macerie e qualche scatto che documentava i ruderi dopo la distruzione. Queste nuove foto, invece, allimprovviso ci restituiscono uno scorcio della Torre del Greco dei nostri avi con limmagine di un monumento, assai antico e di grande interesse, del quale tutti abbiamo sentito parlare, almeno una volta, ma che purtroppo non avevamo mai visto. La notizia delle foto rincorse gli appassionati: frenetiche furono telefonate e e-mail (...) Il resto dellarticolo disponibile sul numero 225deLa tfa, in edicola dal 9marzo2016 https://www.latofa.it/dettaglio_news.php?id=83 2016-04-18 Editoriale La tófa n. 223 di Angelo Di Ruocco Ma quale turismo? Qualche giorno fa, parlando con un amico grafico, un grafico di buon livello anche con riconoscimenti internazionali, questi mi confid che il capo della nostra amministrazione gli aveva chiesto un logo, qualche slogan, unimmagine insomma per rilanciare il nostro turismo. Fin qui tutto chiaro e legittimo, qualsiasi capo di unazienda, di un consesso, di unamministrazione che si rivolge ad un grafico per comunicare e far conoscere un nuovo prodotto, un nuovo servizio, una nuova offerta, fa benissimo, ma le perplessit del mio amico e che poi sono pure le mie, si traducono in poche parole: ma di quale turismo parliamo a Torre del Greco? (...) Il resto delleditoriale presentesul numero 223de La tfa, in edicola dal 12 marzo2016 https://www.latofa.it/dettaglio_news.php?id=82 2016-03-14 Editoriale, La tófa numero 222 Progetti ambiziosi? Crediamoci! Qualche settimana fa si svolto a Palazzo Baronale un incontro pubblico alla presenza del Sindaco, di alcuni Assessori, vari tecnici e funzionari del Comune e una folta rappresentanza del mondo associativo cittadino. Lincontro aveva per argomento la creazione del Borgo del Corallo e del Cammeo e la realizzazione di un teatro cittadino, trasformando qualche sala dismessa a ridosso delle zone interessate al Borgo. Progetto ambizioso, affascinante e non impossibile da realizzare, soprattutto quello di recuperare una vasta area lasciata per decenni al degrado, urbanistico e civile. Ho visto aree dieci volte pi grande di quella presa in esame nel progetto, molto pi degradate in tutti gli aspetti della vita civile, a Marsiglia per esempio, che nel corso di un decennio sono risorte, rinate a nuova vita e sono diventate modello per le citt del futuro. Certo, ci vuole una buona progettazione, persone capaci e motivate, ma soprattutto bisogna crederci, deve crederci soprattutto lAmministrazione, non giova certamente a questo se allinterno della stessa, ci sono esponenti che si sberleffano tra di loro, questo sicuramente non aiuta. Noi ci crediamo, crediamo in questi progetti che qualificano unamministrazione, che portano economia, sviluppo e soprattutto migliorano le condizioni di alcune aree della Citt. Nellappoggiare tali progetti, nellambito delle nostre potenzialit, ben comprendendo che solo urbanisti di valore sapranno consigliare e portare a termine progetti idonei, non possiamo ignorare e criticare tanti interventi inutili e dispendiosi e di pessimo gusto, che non sono serviti a nulla o sono serviti a scopi non trasparenti tuttaltro che a favore della crescita della citt, come la baraccopoli a Piazza Santa Croce, quelle orribili banane e pere al silicone sparse per la citt o quella carnevalata alla Litoranea con carri trainati da trattori venuti dalle campagna dellAgro Nocerino Sarnese. Queste cose, caro Sindaco o per chi sta intorno a Lei, mal consigliandola, non centrano nulla con la nostra storia, la nostra cultura, le nostre eccellenze, le nostre bellezze. Torre ha artisti, creativit, cultura e persone capaci di guardare con spirito critico ed occhio educato alla bellezza ed al decoro, bisogna solo coinvolgerli e renderli partecipi al sospirato rinascimento. Angelo Di Ruocco https://www.latofa.it/dettaglio_news.php?id=81 2016-03-02 Editoriale, La tófa numero 221 I VERI MOSTRI Nelle ultime settimane, con il completamento della struttura delle vasche e della piazzola a Capo Torre, anche se non del tutto completa nelle rifiniture, tanti cittadini torresi, anche quelli residenti fuori comune, si sono scatenati sui social con tante critiche e giudizi, in prevalenza negativi, soprattutto dando libero sfogo alla loro fervida fantasia con fotomontaggi e opere grafiche, mostrando nelle suddette vasche uno di tutto, capitoni, nave della Deiulemar che affonda, bagnanti con secchiello, paletta e salvagente. In certi casi, hanno preso in prestito anche parti di film capolavori, come quella in cui il grande Tot cerca di vendere al turista allocco la Fontana di Trevi o la scena della bellissima Anita Ekberg che esce dalla stessa fontana nel film La dolce vita. Questa vivacit e partecipazione, la satira e la sana ironia, sicuramente non guastano allesercizio della democrazia, n voglio esprimere giudizi sullopera, perch aspetto il completamento del tutto, con il verde, le panchine o altro. Eppure voglio richiamare lattenzione di tanti che smanettano su Fb ed altro, ma anche di tanti nostri lettori, sul decoro urbano e sul valore dei beni ambientali che trattiamo di volta in volta sul nostro giornale. Mi chiedo dove stava tutto questo popolo in fermento quando abbiamo attaccato, denunciato, scritto, documentato delle vere schifezze, un pugno in faccia e allo stomaco, la mortificazione della bellezza e dellarte in genere, con tanti mostri posti in opera nella nostra citt. Ovviamente mi riferisco agli obbrobri di bronzo, alla statua del Cristo sul molo del Levante, il cui giudizio migliore dato da operatori in beni culturali stato: na mulignana ndurata e fritta, senza offesa per lottima portata, oppure quel soldatino di piombo a Piazzale Nassiriya, di fronte al Bottazzi, la statua che dovrebbe rappresentare San Giuseppe Moscati, e per non parlare poi dellorribile, inquietante, statua a Piazzale del Buon Consiglio, che dovrebbe, ripeto dovrebbe, rappresentare il fondatore del santuario Don Raffaele Scauda, che dal giorno in cui stata regalata alla comunit di Leopardi e scoperta alla pubblica visione, tanti persone anziane che avevano conosciuto e frequentato Don Raffaele da ragazzi, hanno frequenti incubi notturni e tante mamme con bambini, girano alla larga per non rimanere impressionati da tanta bruttezza. Mi viene da pensare che ci stia tanta ipocrisia in giro, che meglio ed pi comodo attaccare una fontana pubblica e non un soggetto religioso, ma se unopera orribile ed unoffesa alla bellezza, oppure straordinariamente bella da suggestionarci e magnificare la nostra vista ed il nostro spirito, lo in qualsiasi caso, religioso o no. Ma su questo sono confortato anche da tanti uomini di chiesa, custodi di straordinarie ed immortali opere darte, che sono stati i primi a condannare quegli obbrobri ed ad appoggiare la nostra battaglia. Angelo Di Ruocco https://www.latofa.it/dettaglio_news.php?id=80 2016-02-18 PREMIO LEOPARDI PremioLeopardi Domenica 17 gennaio scorso, nella suggestiva cornice di Villa Macrina sono stati assegnati i premi per la V edizione del Premio Letterario Giacomo Leopardi indetto dalla Pro Loco di Torre del Greco nellambito del pi ampio progetto culturale Il riscatto Baronale la Festa con la direzione artistica di Patrizia Porzio . Il premio, riservato agli alunni della terza media e agli istituti superiori torresi, ha visto la partecipazione di tantissimi studenti torresi con elaborati di grande interesse. La giuria, composta da ex docenti di lettere e dirigenti scolastici ha selezionati i tre saggi brevi elaborati da: Paolo Caccavale del Liceo De Bottis, Luigi Aurino della Giampietro Romano e Francesco Paolo Campaniello della G. Leopardi. Nel corso della cerimonia, oltre allassegnazione di medaglie commemorative agli istituti partecipanti e attestati di partecipazione a tutti gli studenti, sono state assegnate medaglie per menzioni speciale al giornalista scrittore Ermanno Corsi che ha piacevolmente intrattenuto il pubblico intervenuto numeroso con i suoi ricordi personali di Villa delle Ginestre, allattore Peppe Barra per la sua attivit di artista poliedrico, che ha regalato ai presenti chicche della sua straordinaria arte, e per finire al Teatro San Carlo, una delle maggiori istituzioni culturale al mondo (...) Il resto dellarticolo disponibile sul numero 220deLa tfa, in edicola dal 31gennaio 2016 https://www.latofa.it/dettaglio_news.php?id=78 2016-02-04 GENNARO VITIELLO, UNA VITA PER IL TEATRO di Simona Mariarosaria Quirino Una mostra dedicata allartista torrese Gennaro Vitiello si tenuta dal 17 al 30 gennaio alle ex Scuderie di Villa Favorita di Ercolano, a trentanni dalla sua scomparsa Una vita per il teatro. Alle ex Scuderie di Villa Favorita a Ercolano si tenuta dal 17 al 30 Gennaio la mostra dedicata a Gennaro Vitiello, uno dei maggiori innovatori del teatro nel panorama artistico campano e nazionale. Un percorso iconografico con foto e manifesti che ripercorrono la grandiosa carriera teatrale del regista di Torre del Greco, a trentanni dalla sua scomparsa. Dalle rappresentazioni al Teatro Esse di via Martucci a Napoli, trampolino di lancio per molti artisti come Peppe Barra e Giuliana De Sio, a quelle nel Teatro nel Garage a Torre del Greco che ha ospitato nel 1973 il Laboratorio della Settimana Internazionale del Teatro, con maestri di notevole spessore provenienti da ogni parte del mondo.A uno degli uomini pi importanti del Teatro Sperimentale che ha avuto Napoli nel Secondo Dopoguerra, va lomaggio ai suoi funerali di uno suoi adepti come Leopoldo Mastellone(...) Il resto dellarticolo disponibile sul numero 220deLa tfa, in edicola dal 31gennaio 2016 https://www.latofa.it/dettaglio_news.php?id=77 2016-02-02 Editoriale di Angelo Di Ruocco IDEE PER IL CENTRO Dopo mesi di sacrifici e disagi, finalmente i lavori che interessano le principali strade del centro cittadino sono quasi terminati. E stato cambiato tipo di pavimentazione, rimodulati i marciapiedi, si data una diversa illuminazione e in alcuni casi si migliorato anche il decoro urbano; certo rimane il pugno allo stomaco dei pilastroni a Piazza Santa Croce, il cuore della citt, che varie amministrazioni si ostinano ogni Santo Natale a peggiorare il gi pessimo aspetto facendo piazzare un orrendo simil mercatino nordico di Natale , accoppiato a un presepe abbubbazzato dinaudita bruttezza. Ma il lavoro duro, concreto, per dare un nuovo assetto al centro, per rivitalizzarlo e proiettarlo nel futuro, deve ancora essere fatto. Lidea del Sindaco, ripresa da una vecchia proposta di un noto imprenditore torrese, di rendere tutto il centro storico, un centro commerciale in plein air, godibile sotto tutti gli aspetti, pedonale, gradevole e pulito, con unofferta variegata di vari settori merceologici e con un occhio particolare alle eccellenze di casa, unidea valida e sostenibile da ogni punto di vista. Pu ridare respiro e futuro al settore commerciale da anni ormai asfittico ed in fase comatosa, ma soprattutto una grossa operazione sociale ecosostenibile, favorendo lafflusso di persone a fare acquisti e godere dellaria aperta, favorendo i contatti umani e la socialit, senza rinchiudersi in un mastodontico megastore con laria viziata dei condizionatori e teleguidati da esperti di merchandising a comprare cose inutili. Attendiamo i passi concreti dellamministrazione per attuare questo cammino, come la pedonalizzazione dellintera area, parcheggi ai limiti della cinta urbana per favorire lafflusso al centro, la riqualificazione delle aree mercatali sotto il profilo igienico sanitario, aiuti agli operatori per la ristrutturazione degli esercizi vetusti e per la riapertura di quelli chiusi da anni. Leditoriale presente anche sul numero 220 de La tfa, in edicola dal 31 gennaio 2016 https://www.latofa.it/dettaglio_news.php?id=79 2016-01-31 Editoriale della Tofa num.211 Gli inventori del nulla Unestate ricca di concitazione e colpi di scena per i politici nostrani. Un sussultare di annunci e controannunci, dimissioni e rimpasti, cambi di casacca e cambi di maglie di lana, transfughi e ricatti, maggioranza che va in minoranza e minoranza che va in maggioranza, nuove alleanze e vecchi rancori, tavoli di concertazione comprendenti anche i parenti prossimi dei consiglieri e tavolini saltati a colpi di pugni. Insomma unestate di certo non quieta. Insomma una estate tuttaltro che tranquilla e riposante come meriterebbe questa stagione dellanno. E perch? Tanti di voi vorrebbero conoscere che cosa c di tanto importante, cosa che bolle in pentola da far scaturire tante dispute e baccano. Quale decisione o passaggio storico si apprestano ad affrontare i nostri infaticabili amministratori da creare tanti sussulti e strascichi polemici? Forse si sta decidendo finalmente di presentare il progetto del porto turistico o si deve lanciare un concorso per la riprogettazione della Litoranea, o forse si deve decidere sulla destinazione futura di due belle e grosse strutture del nostro territorio abbandonate al degrado, lex Patronato Scolastico del Parco Maria Antonietta ed il complesso ex Onpi in Via Giovanni XXIII? Forse bolle in pentola unopera di riqualificazione e rilancio turistico del Parco Nazionale del Vesuvio, visto che siamo il comune con la maggior estensione territoriale nel vulcano pi famoso al mondo o forse in ballo addirittura lassegnazione dellappalto per la costruzione della Cittadella dello Sport, attesa da un quarantennio? O magari incominciata la lotta per decidere cosa fare degli ex Mulini Meridionali, che sembrano destinati ad una fine miserevole (meno male che c la Capitaneria a dare una parvenza di dignit, perch non c altro che uffici in baracche, depositi di ciarpami, edifici cadenti e viali fatiscenti e puzzolenti). Tranquillizzatevi miei cari concittadini, anzi, approfittate di qualche bella giornata settembrina per passare ancora qualche giornata al mare, non fatevi prendere anche voi dallondata di euforia estiva e arrovellarvi per scegliere di parteggiare con luno o con laltro schieramento, con quale tesi o posizione schierarvi , nulla delle cose sopra elencate o di altre problematiche del nostro territorio sono state il soggetto dei dibattiti nella diatriba dei nostri consiglieri, anzi, una buona fetta dei nostri politici non sa nemmeno cosa e dove siano le cose da me elencate. Allora qual la causa di questa guerra che blocca lAmministrazione della citt? Il nulla o quello che si nasconde dietro il nulla. Angelo Di Ruocco https://www.latofa.it/dettaglio_news.php?id=76 2015-09-25 La tófa num. 208 La tfa num. 208 Oggi in tutte le edicole di Torre, La Tfa della Domenica n. 208. Allinterno un interessante articolo sugli affreschi di Villa Sora e uno su Villa Annina , le consuete interessanti rubriche e,per finire, la ricetta del bisqu di caff che la scrittrice Clotilde Marghieri offriva ai suoi ospiti speciali. https://www.latofa.it/dettaglio_news.php?id=75 2015-07-05 La Tofa della Domenica n 207 207 del 21062015 in tutte le edicole cittadine, troverete lultimo numero de la tofa del 21/06/2015, Per accedere alla versione on line e leggere il giornale clicca su questo link https://www.latofa.it/dettaglio_news.php?id=74 2015-06-21 Errata Corrige Sul numero 204 de La tfa stato per errore scritto che lAvvocato Salvatore Piro risulta candidato nella lista Caldoro Presidente alle prossime elezioni regionali che si terranno il 31 maggio. Ci teniamo a precisare, invece, che lAvvocato sostiene sempre il Presidente Caldoro nella corsa alle regionali, ma nella lista Popolari per lItalia. Ci scusiamo per linconveniente e facciamo il nostro in bocca al lupo allAvvocato Salvatore Piro. La redazione https://www.latofa.it/dettaglio_news.php?id=73 2015-05-16 Principi e ranocchi di Angelo Di Ruocco Lo scorso ponte del 1 maggio, ho avuto modo di visitare una bellissima citt del centro Italia dal nucleo urbano ben conservato, interamente medioevale. Per fortuna, nel nostro Belpaese , di centri storici o intere cittadine medioevali e rinascimentali, c ne sono parecchie (Firenze, Todi, Urbino, Siena, Orvieto e.c.c.) e nel visitarle, nel percorrere le loro stradine lastricate di pietra o calpestare i ciottoli delle loro stupende piazze, si rimane stupefatti per la straordinaria bellezza, per lingente patrimonio storico , artistico, culturale e paesaggistico e soprattutto per larmonia stilistica. I colori, le linee architettoniche, le scelte stilistiche, trasmettono una bellezza universale e certamente contribuiscono ad innalzare la qualit della vita dei fortunati abitanti. Tranne pochissime eccezioni, nulla di ideato e costruito nellultimo secolo paragonabile a questi patrimoni inestimabili. La domanda che mi pongo e credo che tanti di voi si sono posti: pur con lo straordinario sviluppo della tecnica, con le migliorate condizioni in generali di vita e con le forme di governo ed amministrazione democratiche o quasi in via di perfezionamento, non riusciamo a produrre niente che sia accostabile e paragonabile a quei modelli di bellezza? (...) Il resto dellarticolo disponibile sul numero204deLa tfa, in edicola dal 9 maggio2015. https://www.latofa.it/dettaglio_news.php?id=68 2015-05-09 Circa i luoghi di Lucrezia di Giovanni Ruotolo Una curiosit estrema, dopo tante ricerche effettuate circa la vita di questa donna, mi spinge a conoscere pi a fondo i luoghi dove, in qualche modo, ha vissuto una parte della sua vita, forse quella pi felice. Come ci si fa ad opporre? Una forza possente mi trasporta in quei luoghi senza che io possa apporre una sufficiente resistenza. Concordo quindi un incontro con altri due malati come me di cose antiche, di vicende che comunque, nel bene e nel male hanno concorso a farci divenire quel che siamo. I due amici che mi accompagneranno in questo escursus sono Ernesto Pinto e Carlo Boccia che conosce i luoghi e le storie della parte vecchia della nostra citt a menadito. Larea di ricerche, di investigazione e quella dei quattro vicoli detti dellOrto della Contessa a ridosso, cos come cita la vecchia targa di Corso Umberto primo gia Borgo. Molti studiosi, tra cui il Balzano e non solo, ritengono che l abitasse la nostra Lucrezia e che sempre l si siano svolti gli incontri amorosi, per carit casti, con il monarca aragonese gi oramai avanti negli anni. La speranza di noi tre e se, per caso, durante questa breve escursione, si riesca a rilevare una traccia di quel periodo, un qualcosa che ci conduca al quattrocento o gi di l. Quello che subito salta agli occhi, principiando a scendere lungo corso Umberto I , e il dislivello della strada. Esso, nella parte iniziale, risulta essere in lieve discesa per subito dopo risultare pi o meno pianeggiante verso met della stesso (...) Il resto dellarticolo disponibile sul numero204deLa tfa, in edicola dal 9 maggio2015. https://www.latofa.it/dettaglio_news.php?id=70 2015-05-09 La riflessione Il Museo Civico Cittadino: alcune proposte necessaria una commissione che si occupi della ricerca delle opere di Giuseppe Maddaloni Da qualche settimana circola con piacere la notizia che lamministrazione comunale di Torre del Greco si sta muovendo verso la creazione del Museo Civico Cittadino. Sono state approvate alcune Delibere di Giunta in tal senso, stata gi individuata la sede del nascendo museo nellex complesso dellOrfanotrofio della Santissima Trinit e i lavori di ristrutturazione delledificio, finanziati con risorse Pi Europa, procedono abbastanza speditamente. Insomma pare che le cose vadano abbastanza bene e che questa volta si faccia sul serio: il Museo Civico torrese nascer veramente! cosa esporr questo museo? Non si sa. Si vocifera il corallo, in qualche comunicato si parla di Tradizioni Torresi, qualcun altro ha parlato di donazioni di privati o di Museo del Giocattolo. Ma in effetti non esiste ancora nulla di concreto (...) Il resto dellarticolo disponibile sul numero204deLa tfa, in edicola dal 9 maggio2015. https://www.latofa.it/dettaglio_news.php?id=71 2015-05-09 Èvera picchiacchella di Salvatore Argenziano Questa la denominazione torrese della Portulaca Oleracea, erba infestante dal sapore acidulo, consumata prevalentemente mista ad altri ortaggi, nelle insalate. Laccostamento del nome alla vagina, a picchiacca, del tutto fonetico, senza alcun riferimento ad altra caratteristica formale, se non per ispirazione di fantasie poetiche, (salvo quanto segue). Il nome della pianta, portulaca, deriva dal latino portula, che significa piccola porta, in riferimento ai frutti di questa pianta che sono capsule che presentano un coperchietto, che si apre come se fosse una piccola porta (...) Il resto dellarticolo disponibile sul numero202deLa tfa, in edicola dall11aprile2015. https://www.latofa.it/dettaglio_news.php?id=66 2015-04-12 “Nella Carne”: vernissage al femminile al Circolo dei Professionisti di Simona Mariarosaria Quirino Nella Carne: vernissage al femminile al Circolo dei Professionisti Si svolta venerd 27 marzo 2015 presso ALT, lAssociazione Lettori Torresi, al Circolo dei Professionisti di Torre del Greco, la mostra Nella Carne delle due artiste torresi Annaelettra Castellano e Mariarita Renatti, luna fotografa e laltra disegnatrice e incisore, gi note per esposizioni in prestigiosi saloni darte contemporanea, come il PAN di Napoli. Un vernissage al femminile non solo per le autrici, ma anche per i soggetti artistici scelti: corpi nudi di donne colte in vari momenti dellesistenza. Pi distesi e rilassati in pellicola, pi in movimento e in tensione su tela (::.) Il resto dellarticolo disponibile sul numero202deLa tfa, in edicola dall 11aprile2015. https://www.latofa.it/dettaglio_news.php?id=67 2015-04-12 Riapre il Museo del Corallo a Torre del Greco di Simona Mariarosaria Quirino Gioved 26 Marzo si tenuta linaugurazione del Museo del Corallo a Piazza Luigi Palomba, presso lantico Convento della Chiesa del Carmine di Torre del Greco, sede dellIstituto dIstruzione Superiore Francesco Degni. Dopo la chiusura nel 2012 per i lavori di ristrutturazione finanziati dalla ex Provincia di Napoli, il museo ha riaperto le porte al popolo torrese. Il restyling al quale stato sottoposto, ha riportato di nuovo alla luce lantica ambientazione marina della controsoffittatura a volta dello spazio museale, rinnovato assieme a tutto ledificio di origine cinquecentesca. Valentina Bia, Dirigente Scolastico del Degni, ha accolto gli ospiti dellevento illustrando liter dei lavori e una breve rassegna della storia del museo, nato nel lontano 1933 grazie alla volont di Enrico Taverna, Direttore dellallora Regia Scuola dIncisione sul Corallo e di Arti Decorative(...) Il resto dellarticolo disponibile sul numero201 de La tfa, in edicola dal 28 marzo 2015. https://www.latofa.it/dettaglio_news.php?id=58 2015-03-28 Discussione sulle origini del toponimo Torre del Greco Cliccando sulla voce leggi tutto in basso a questa news e possibile scaricare una lettera del Sig. Irlanda con relativa risposta, sulle origini del termine Torre del Greco. https://www.latofa.it/dettaglio_news.php?id=56 2015-03-16 La Tofa Numero 185 E uscito il numero 185 di La Tofa ! https://www.latofa.it/dettaglio_news.php?id=55 2014-07-22