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IL TRAMONTO DELLA LUNA 2016

  pubblicata il 29/07/2016

di Simona Mariarosaria Quirino

Grande successo per la seconda edizione de “Il tramonto della luna”, concerto organizzato dalla Pro Loco di Torre del Greco a Villa delle Ginestre, lo scorso 25 luglio. Protagonista di quest’anno, la musica popolare del gruppo Etnica Ditirambo e la fisarmonica di Sasà Piedepalumbo, due eccellenze del panorama musicale di Torre del Greco la cui fama, però, ne ha oramai oltrepassato i confini. I Ditirambo sono diventati una presenza costante nel mondo della musica folk internazionale e Sasà Piedepalumbo ha collaborato con le voci italiane più famose, da Lina Sastri a Gino Paoli. Il loro omaggio alla città è un susseguirsi di musica, prosa e poesia, che celebrano la tradizione, Leopardi e la Villa, dimora letteraria di antiche origini. Come narra la Duchessa di Andria in “Storia di una Casa di Campagna”, letta da battesimo della serata, questa piccola casa “posta alle falde del Vesuvio” è stata edificata sulla fine del Seicento, molto prima del soggiorno del poeta di Recanati. Di una bellezza mozzafiato, nonostante la pioggia del pomeriggio, è stata la cornice perfetta di una notte all’insegna della musica. Una musica che fa del dialetto la sua lingua madre, come spiega in apertura Nicola Di Lecce,leader dei Ditirambo che ha curato la scelta dei brani e dei testi. Dai racconti che descrivono usi e costumi della tradizione, come il momento della  vendemmia o i riti della notte di San Giovanni, ai versi tratti dalla produzione letteraria Leopardiana, letti da Annamaria Ottaiano e Simona Quirino, le voci femminili che hanno affiancato Di Lecce nella narrazione. Si va avanti a passi di “pizzica” e “tammurriata”, nera e rap con omaggio ai 99 Posse, per poi passare all’immancabile “tarantella” di“Cicerenella”, intonata nelle più allegre feste di famiglia del passato. La famiglia è indubbia protagonista della serata perché è sempre presente tra musica e parole. Quelle più distanti, che ha Leopardi nelle lettere al padre e alla madre lette durante il concerto, o quelle che fanno ad eco ai figli di Eduardo De Filippo, che scrive a Luca la poesia “Si te parlo”, intonata dalle splendidi voci di Rosy Ascione e Angela Camilleri. Parole che diventano dolci in “T’aggio aspettato”, meraviglioso brano composto da Nicola Di Lecce, che è assieme una dichiarazione d’amore e di libertà verso i figli. Al limite della commozione, si inseriscono i passi di danza di Pamela Carrano e Nancy Cancelliere, seguiti dalla fisarmonica di Sasà Piedepalumbo, che suona due assolo che incantano la platea generosa di applausi emozionati. La libertà ritorna sotto forma di “Argento Vivo”, canzone che sprizza energia dall’inizio alla fine, come l’intero concerto, che si chiude con “Riturnella”, canto popolare di origini calabresi che innalza la rondine a simbolo di autodeterminazione. A sorpresa, prima dei saluti, Angelo Di Ruocco, Direttore Editoriale del giornale “La Tofa” nonché Presidente della Pro Loco di Torre del Greco, responsabile organizzativo dell’evento, chiede di intonare il “Canto della Madonna di Montevergine”, per onorare la memoria di “Menecone”, figura mitica che accompagnava ogni anno i fedeli in pellegrinaggio da Torre del Greco e che allietava con il suo canto tanti luoghi e cortili di queste campagne vesuviane. “All’anno che vèneturnamm a venì”, diceva, ed è con lo stesso augurio che si conclude l’edizione 2016 de “Il tramonto della luna”. Con la certezza che quella stessa luna tramonti nei versi. Con la speranza che resti per tutti alta nel cielo. Sempre complice, nonostante le piogge.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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