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Elogio del rammendo

  pubblicata il 19/10/2016

di Ciro Adrian Ciavolino

Un quadro con la donna che cuce, come quelo di Silvestro Lega, tanto per fare un nome tra migliaia di pittori che si sono cimentati sul tema. Come il più famoso, di Gioacchino Toma, Luisa Sanfelice in carcere, la nobildonna implicata nella Rivoluzione Napoletana, soggetto che piaceva molto e in più copie, con leggere varianti, ripetuto. Ingannava il tempo cucendo o ricamando. I pittori ci hanno campato con le donne intente al rammendo.

Io le ricordo le donne che cucivano qualcosa, che rammendavano ad arte uno strappo, una piega scucita. Si salvava sempre un panno, un abito. Erano belle a vedersi giovinette e anziane insieme, contornate da gerani nei vasi di terracotta sulle terrazze al sole di primavera e autunno, oppure nella fascia d'ombra alla stagione estiva, e d'inverno intorno a un braciere di rame, o una bacinella con dentro muniglia che ardeva sotto un manto di cenere. Talune intente al lavoro di lana ai ferri, o all'uncinetto, o al ricamo. Si raccontavano storie, vicende familiari, malizie, memorie, antichi amori (...)

 

Il resto del racconto è sul numero 236 de La Tofa, in edicola dal 15 ottobre 2016

 

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Tu che ta facive ncoppa a lava




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